UN PERCORSO DIDATTICO PER RISCOPRIRE L’AMBIENTE
EDUCAZIONE AMBIENTALE TRA BANCHI DI SCUOLA E TERRITORIO CIRCOSTANTE


di Michele Blandino

Da qualche anno alcuni docenti dell’indirizzo scientifico-tecnologico dell’Istituto “Curcio” di Ispica portano avanti un progetto intitolato “Percorsi ambientali”, che ha coinvolto finora diverse classi dell’istituto. Consapevole del fatto che, a partire dagli ultimi due secoli, la Scienza e la Tecnica hanno prodotto effetti non solo positivi ma anche negativi sull’ambiente (scomparsa di diverse specie animali e vegetali, effetto serra, piogge acide, ecc.), causando la comparsa di fenomeni capaci di alterarne la qualità in maniera irreversibile, il team di docenti coordinati dalla prof.ssa Maria Luisa Gentile e dal prof. Giuseppe Micieli, in collaborazione con il biologo dott. Antonino Duchi (Legambiente, sez. di Ragusa), ha avviato di anno in anno una serie di attività miranti a responsabilizzare gli alunni nella difesa e nella salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, contribuendo a formare così in loro comportamenti e stili di vita corretti nei confronti del territorio circostante.
La prima attività, avviata nel 2001, ha riguardato il biomonitoraggio di un tratto del fiume Irminio: sono state realizzate alcune escursioni volte a campionare le acque del fiume, prendendo in esame una componente della fauna fluviale usata come indicatore biologico.
Mancando tuttora un monitoraggio sistematico a livello istituzionale dello stato qualitativo delle acque del reticolo fluviale della provincia di Ragusa, i dati raccolti costituiscono indubbiamente un documento unico ed originale. La seconda attività, portata a termine lo scorso anno scolastico, è stata incentrata sul monitoraggio dei pantani ricadenti nel territorio di Ispica, che oggi rappresentano ciò che rimane dell’azione di bonifica effettuata nella prima metà del secolo scorso: ad essere coinvolte sono state tre classi, ciascuna delle quali incaricata di portare avanti una diversa parte del progetto (studio della fauna ittica, dell’avifauna e della flora). Per l’anno in corso si è pensato invece di focalizzare l’attività sulla fascia costiera pozzallese, individuando come settore quello della pesca in mare: costituiscono oggetto di indagine metodi, imbarcazioni, periodi e tradizioni, tenendo conto di aspetti come l’ecosistema, la cultura e l’economia. Lo scopo è quello di condurre una ricerca di tipo ambientale e culturale in cui gli alunni siano attivamente coinvolti. Dopo la somministrazione di un questionario per misurare le preconoscenze ed una serie di lezioni sullo sviluppo sostenibile, gli alunni saranno impegnati nell’attività diretta di conoscenza con la realizzazione di interviste ai pescatori di Pozzallo: queste costituiranno un campionario che sarà oggetto di discussione e di approfondimento. Parallelamente continuerà il campionamento della fauna ittica sempre presso la foce del Torrente Favara: gli studenti saranno così ancora una volta parte attiva nella redazione di una carta ittica, come nel progetto sui pantani.
«Attività di questo genere, che ci consentono di alternare lezioni frontali e laboratoriali a esperienze dirette in loco – sostiene la prof.ssa Maria Luisa Gentile, docente referente del progetto – entusiasmano tanto i ragazzi quanto noi docenti, in quanto ci è data la possibilità di uscire fuori dalle mura della scuola vivendo l’esperienza dell’insegnamento delle scienze al di là degli schemi tradizionali». La validità di tali percorsi è confermata sia dal forte interesse per le problematiche ambientali maturato dagli alunni coinvolti, che vivono un rapporto tutto nuovo con la natura, sia dalla possibilità imminente di valorizzare l’ambiente circostante, alla luce delle esperienze e delle conoscenze sinora acquisite, con l’individuazione di percorsi storico-naturalistici attraverso un coinvolgimento diretto degli Enti Locali e di altre scuole, di cui a buon diritto l’Istituto “Curcio” può fungere da tramite.