| In principio fu un «birraio», vero e proprio pomo della discordia lanciato nel bel mezzo del collegio docenti di un istituto della sin troppo locale Ispica, a scatenare una serie di polemiche sollevando un vero e proprio caso nazionale. Adesso ci riprova un «cane», ma «di terracotta». Quindi, non c’è pericolo che morda.
Abbandonando la metafora, possiamo ben dire che continua la sperimentazione tra i banchi di scuola dell’Istituto “Curcio” di Ispica, sempre più convinto della necessità di aggiornare i programmi scolastici trovando nuove e moderne soluzioni in campo didattico. Perché allora non proporre agli alunni la lettura di testi più agili e moderni, valorizzando gli scrittori contemporanei e, soprattutto, meridionali? Questa l’idea concepita due anni fa dal docente di materie letterarie, latino e greco, prof. Lauretta, che proponeva sì la lettura integrale de «Il birraio di Preston» di Andrea Camilleri per la quinta ginnasiale, ma che non intendeva |
con questo sostituire gli intoccabili «Promessi Sposi» del Manzoni. Se tutto ciò ha creato una serie di proteste da parte di perbenisti e conservatori in seno alla scuola e alle istituzioni, la scelta non ha comunque mancato di animare, a livello nazionale, un vivace dibattito culturale che dura tuttora.
Adesso sembrano davvero lontani i tempi in cui Camilleri si sentiva in dovere di scrivere una lettera aperta allo stesso Manzoni, scusandosi di essere entrato prepotentemente in una scuola ad intaccare il suo indiscusso primato, se è lo scrittore siciliano in persona ad assecondare la nuova idea editoriale della Sellerio che, insieme alla Laterza, propone edizioni scolastiche dei suoi testi.
E così la nostra scuola, coerente fino in fondo con le scelte coraggiose e innovative fatte in passato, non può adesso lasciar passare sotto silenzio una proposta editoriale di cui è stata anticipatrice e pioniera, |
continuando ad indicare sempre in maniera chiara ed esplicita la finalità principale, cioè la creazione di un’abitudine costante alla lettura negli allievi. Ciò naturalmente non significa chiudere in un cassetto il romanzo di Alessandro Manzoni, che continua ancora ad essere proposto nel biennio come testo fondamentale della letteratura italiana e ricca fonte di spunti e riflessioni. Solo che ad accompagnarne la lettura e a sostenere la motivazione degli alunni interviene oggi un valido strumento di supporto che invita a guardare con più attenzione alla realtà che ci circonda e a riflettere sulla nostra sicilianità.
Infine, oggi non è poi così tanto scontato ritenere l’Istituto “Curcio” di Ispica un importante tassello di quel puzzle che ha portato alla valorizzazione del territorio ragusano, collocandosi a buon diritto, nell’avvio di tale processo, tra gli arancini di Montalbano e il riconoscimento dell’UNESCO.
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