È proprio vero: i tempi sono cambiati! Ed anche gli spazi fisici. Oggi è possibile promuovere apprendimento on-line creando spazi virtuali che consentono, dalle più disparate parti del mondo, di incontrarsi per accedere ad un cammino comune di conoscenza. È quanto sta avvenendo all’interno del sito web dell’Istituto “Curcio” di Ispica, che si è fatto ancora una volta promotore di una singolare iniziativa: l’attivazione di un ciclo di lezioni in rete rivolte a quanti fra alunni e utenti esterni alla scuola desiderino conoscere la cultura di altri paesi. È nata così l’idea di creare una classe virtuale con interlocutori d’eccezione: studenti argentini amanti dell’Italia e della nostra cultura.
Il tutto è iniziato a metà ottobre: sono state aperte regolari iscrizioni, rigorosamente on-line, al primo ciclo di lezioni di intercultura dall’emblematico titolo itali@rgentina, in cui la chiocciola ha inteso sancire simbolicamente il contatto via internet tra i due paesi. Nel frattempo è stata pensata e ideata una piattaforma che avrebbe dovuto agevolare gli scambi e i contatti tra i corsisti distinguendo varie zone di accesso: nell’area “Persone” il nome e un breve profilo dei docenti tutor e dei corsisti, nell’area “Lezioni” materiali e documenti messi a disposizione dei corsisti, nell’area “Forum” l’accesso alle finestre di discussione aperte dai docenti tutor, infine nell’area “Chat” la possibilità data agli utenti iscritti di scambiarsi saluti, idee, opinioni «in diretta», fuso orario permettendo.
|
L’idea di fondo è stata quella di agevolare il contatto tra due realtà geograficamente lontane ma culturalmente vicine. La prima e necessaria fase di presentazione è stata attuata attraverso la tecnica del «Se fossi …», grazie alla quale gli iscritti hanno presentato non solo se stessi e i propri interessi, ma anche immagini e personaggi simbolo del proprio paese. Con la fase successiva i corsisti sono stati invitati a riflettere sulla finalità del corso: fare «intercultura» significa principalmente presentare agli altri la propria cultura, così come è, ed accogliere quella degli altri priva di immagini stereotipate. Combattere gli stereotipi è stato dunque il filo conduttore del ciclo di lezioni attraverso una serie di proposte e di attività trasversali che hanno inteso mettere in evidenza come sia facile costruirsi una rappresentazione mentale rigidamente semplificata e superficiale della realtà, fondata più sul sentire comune che sull’esperienza, agevolando e assecondando invece la strada verso un’interpretazione fondata su parametri obiettivi e misurabili di tutto ciò che ci circonda e che è relativamente diverso da noi. A questo punto il terreno era maturo e pronto ad accogliere i semi dell’intercultura: i docenti tutor, due italiani e due argentini, hanno individuato una serie di tematiche che potessero suscitare interessi comuni nei corsisti. «Cibi e pasti», «La famiglia» ed «Emigrazione e tradizione» sono stati gli argomenti di discussione aperti attraverso spunti iniziali di natura
|
eminentemente letteraria, perché si è trattato pur sempre di un progetto dalla valenza didattica. Il punto di riferimento è stato così lo scrittore Elio Vittorini con il suo romanzo “Conversazione in Sicilia”, lì dove il rischio di cadere nello stereotipo di una Sicilia arretrata, isolana ed isolata dal resto dell’Italia, era più forte. È venuta fuori una vera e propria conversazione on-line tra la Sicilia e l’Argentina alla ricerca di radici culturali in comune: la cucina, la famiglia, storie di emigrazioni e tradizioni hanno fatto da sfondo al desiderio da parte dei corsisti di conoscersi e farsi conoscere all’insegna del relativismo interculturale. Gare tra corsisti a colpi di ricette di empanadas argentine e ‘mpanate siciliane, confronti su modi di dire e proverbi in cucina e in famiglia, viaggi letterari intorno agli affetti familiari, tradizioni natalizie dei due paesi e proposte di esercizi sulle tematiche via via apprese: queste alcune tra le tante tappe di un viaggio interculturale che sta ora per volgere al termine lasciando però in quanti hanno partecipato, docenti tutor e corsisti, la piacevole sensazione di aver percorso insieme un cammino comune di conoscenza reciproca sotto il segno dell’intercultura. Al prossimo «viaggio».
|